venerdì 21 ottobre 2016

Recensione del libro 'Il Visconte Dimezzato' di Italo Calvino

Titolo: Il visconte dimezzato
Autore: Italo Calvino
Casa editrice: Oscar Mondadori
Anno di pubblicazione: 1952                                                                       



La vicenda è narrata da un ragazzino, rimasto privo di entrambi i genitori, che è cresciuto alla corte dello zio, il visconte Medardo di Terralba.
Durante una battaglia contro i Turchi, in Boemia, Medardo viene colpito in pieno da una palla di cannone e in seguito soccorso dai soldati superstiti; guarito prodigiosamente dalle ferite, si ritrova ridotto a metà.
Quando rientra nel suo podere, Medardo comincia a comportarsi con spietatezza.
Infierisce su un’averla, inviatagli dal padre Aiolfo; vaga per le campagne dimezzando con la spada tutto quello che incontra sul suo cammino; punisce con la morte ogni reato costringendo mastro Pietrochiodo a costruire complicati espedienti di tortura; dà alle fiamme campi, boschi, e persino l’ala del castello dove vive la vecchia balia Sebastiana che scampa all'incendio, ma in seguito viene allontanata come lebbrosa.
Il nipote di Medardo, amareggiato, si allontana dal castello e nel suo vagabondare fa conoscenza con gli Ugonotti e ritrova la balia Sebastiana recandosi a Pratofungo, il paese dei lebbrosi.
Nel frattempo, il Gramo s’innamora della pastorella Pamela, che corteggia facendole trovare messaggi formati dai resti di creature dimezzate.
Un giorno, il ragazzo capisce che il visconte si comporta in modo strano: invece che crudele e sadico, si dimostra gentile e benevolo.
Successivamente appare chiaro che si tratta dell’altra metà di Medardo, riemersa dal nulla e con indole opposta.
In questo modo, alle prepotenze del Gramo si contrappongono le azioni bonarie del Buono, che però si dimostra spesso goffo e invadente.
A risolvere l’intrigo pensa la rivalità amorosa, che li vede protagonisti di un duello all'ultimo sangue per contendersi la bella Pamela.





La vicenda tratta di un tema molto rilevante, dove viene messo in risalto il problema dell’uomo contemporaneo dimezzato, incompleto.
Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti e concretizziamo una parte di noi stessi piuttosto che l’altra, per questo Calvino ha diversificato le due metà del suo personaggio, e ha creato una parte buona e una parte cattiva, per aumentare il contrasto tra bene e male.
Inoltre, la vicenda ha uno scenario comico se si pensa che le due metà, per quanto contrapposte, siano ugualmente insopportabili.
L’idea di un soggetto diviso si ripropone molte volte durante la vicenda.
Ad esempio, l’opposizione tra la severità degli Ugonotti e la spensieratezza dei lebbrosi.
I personaggi femminili di Calvino hanno una personalità energica, scaltra e risoluta, come la balia Sebastiana e la pastorella Pamela, che ha un ruolo decisivo nella fine della storia, rivendicando il suo diritto di avere un marito intero.
La vicenda si conclude con due finali. Il primo riguarda Medardo, che avrà una vita lunga e felice; il secondo riguarda il giovane narratore, che dopo la partenza del dottor Trelawney si ritrova triste e solo.





Questo libro è composto da dieci capitoli, e il linguaggio impiegato è chiaro e scorrevole.
La storia si basa su una serie di effetti a sorpresa, che catturano l’interesse del lettore, facendo si che niente lo distolga dalla lettura.

Consigliamo questo libro a chiunque voglia vivere un’avventura appassionante, ironica e significativa.
Recensito da Mi. 


CaMi

Nessun commento:

Posta un commento

Recensione di "Se potessi essere infinito" di Kempes Astolfi.

Trama :  Arriva un momento in cui hai bisogno di qualcosa che ti cambi ma non lo sai. Arriva un momento in cui hai bisogno di leggere, ascol...