giovedì 27 luglio 2017

Recensione : "Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore" di Susanna Casciani.




Per Anna da Anna


Resta viva.

Non accontentarti.

Porta i tuoi occhi a fare una passeggiata, appena puoi.

Non rinunciare ai tramonti, alla speranza.

Accetta la sofferenza. Accetta la felicità. Accetta la forza che a volte ti pervade.
Non lasciarti schiacciare da quello che è stato, da quello che non hai. Non farti portar via la gentilezza, la curiosità, la fantasia.
Continua a saltare nelle pozzanghere, se ti va.
Cambia pettinatura, cambia pelle. Cambia modo di vestirti e di truccarti, cambia abitudini, amicizie, luoghi e sogni.
Cambia spesso ma lotta fino alla fine per non perderti.
Abbi cura di te, soprattutto quando tornerai ad amare.
Abbi cura del modo in cui guardi gli altri.
Abbi cura del tuo amore, soprattutto adesso. Soprattutto quando non saprai a chi donarlo. Non gettarlo. Non sprecarlo. Tienilo da parte, ti servirà.
Piangi pure; piangi quando vuoi. Ricordati di farlo, ogni tanto.
Ricorda che la cura se davvero ne esiste una, sono le persone.
Non dimenticarti di loro. Delle loro mani. Dei loro guai.
Delle loro storie piccole ma g.andiose.
Non precluderti niente solo perché potrebbe distruggerti. Non sparire.
Resta, goditi lo spettacolo.
Resta coraggiosa.
Resta dolce.
Testa alta cuore in mano.

Trama :
 Un ragazzo e una ragazza che si amano. Poi qualcosa di rompe, è lui la lascia. Lei decide di reagire iniziando a tenere un diario segreto, il solo modo che le testa per continuare a parlare con lui...Nel raccontare la storia d'amore di Anna e Tommaso, Susanna Casciani racconta la storia di chiunque abbia mai vissuto  (e perso) un grande amore. Lo fa con la grazia e la profondità che abbiamo imparato ad amare sulla sua pagina Facebook,  con parole capaci di farci sentire, sentire tutto, anche il male. È di farci tornare a sorridere sempre.
Analisi e commento :
Susanna Casciani mi ha conquistata fin da subito.,dal titolo, dalla copertina, dalla trama.
Non conoscevo l' autrice né la sua pagina però ne avevo sentito parlare positivamente, anche se ho notato che le opinioni risultano contrastanti. O la si ama o lo si odia. A pelle ho sentito che questo romanzo potesse nascondere sensazioni profonde davvero e che non fosse solo un' impressione.
Per quanto io non abbia ancora vissuto un amore così, sono riuscita a proiettarmi nel  mio futuro e ad immaginare  come sarebbe stato, come avrei reagito in quella situazione dopo la fine di una relazione durata molti anni. Ho ammirato e sostenuto la forza e la tenacia che Anna, la nostra protagonista, dimostra di avere con il  passare del tempo.
Ho amato la lenta e intensa analisi a cui si sottopone prima di poter finalmente uscire da un tunnel che sembrava non avere uscita, con la consapevolezza di essere cambiata e aver trovato al di là della sua relazione conclusa, delle persone e degli interessi che la possano rendere  felice.  È certa di essere riuscita pian piano a superare la separazione da quello che credeva essere il suo lui, l'uomo della sua vita.
Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura dell'autrice e il fatto che abbia deciso di utilizzare pagine e pagine di diario per raccontare la storia. La sua capacità di farti emozionare parola dopo parola.
"Meglio soffrire che mettere un un ripostiglio il cuore" è pura poesia.
 Susanna Casciani ha un potere di pochi, quello di entrare nel cuore delle persone e di trasmettere tramite carta e panna insegnamenti di vita davvero forti.
La sua mano risulta leggera eppure gli argomenti che decide di trattare non lo sono.
Questo romanzo è una marea di opposti che insieme funzionano perfettamente.
È sarcastico e al tempo stesso delicato e i suoi personaggi estremamente lunatici. Prima stanno male, poi bene, e poi di nuovo male, ed infine ci sarà chi rimarrà un eterno indeciso e chi prenderà posizione. 
 Mi è dispiaciuto un po' che non ci fosse  un quadro abbastanza definito degli altri componenti del libro dovuto probabilmente alla scelta di usare per la maggior parte del tempo solo epistole.   
Non vi aspettate il classico lieto fine.

Anno di pubblicazione  : 2016.
Prezzo cartaceo : 15€.
Prezzo tascabile : 11€
Prezzo ebook : 6,99€.
Pagine : 180.
Voto : 9.5/10
Ca.
A presto con una nuova recensione se vi è piaciuta lasciate un segno.

martedì 4 luglio 2017

Recensione : "Il passo in più" di Francesco Pierucci



Ciao lettori, oggi sono qui  con le dita incollate ancora un volta sui tasti del mio laptop per recensire un nuovo romanzo. Ci tengo a ringraziare l' autore Francesco Pierucci per aver scelto me e il mio blog tra tanti e per avermi fatto conoscere un libro davvero unico.

Trama :
Dopo il successo del suo primo romanzo "Il passo in più", uno scrittore non riesce più a ritrovare l'ispirazione. Decide così di partire per un disperato viaggio on the road con la sua fidata Underwood Standard in cerca della creatività perduta. Durante il percorso a bordo della sua auto sgangherata incontrerà suo malgrado una serie di personaggi decisamente grotteschi tra cui uno sceneggiatore obeso, un falacrofobico con manie di grandezza e una pescivendola napoletana senza scrupoli. Tra fughe, risate, arresti e incidenti di ogni tipo, il protagonista vivrà un'avventura surreale dalle forti tinte cinematografiche che sarà difficile dimenticare.
Per conoscere l' autore :
Nato a Napoli nel 1989, Francesco Pierucci vive a Milano dove lavora come copywriter freelance. Grande appassionato di cinema, ha rappresentato l' Italia nella giuria internazionale del Festival di Venezia. Dopo aver collaborato a diverse antologie, ha pubblicato Dieci piccoli passi ( La Gru. 2011)
Il passo in più è il suo primo romanzo.
Analisi e commento :
Il passo in più...non avrei saputo trovare un titolo migliore per questo romanzo davvero geniale e sorprendente in ogni sua parte. Vorrei iniziare cominciando ad evidenziare il significato che si nasconde dietro questa intestazione o per meglio dire come io l' ho interpretato. Ancor prima di sapere di quali argomenti trattasse il libro, la scelta del titolo mi ha incuriosito particolarmente ed è così che l' ho compresa :

Azzardare, rischiare, vivere senza preoccuparsi delle conseguenze delle  proprie azioni, essere ambiziosi e impulsivi.

Invoglia sicuramente a vivere una vita priva di rimpianti.

Vi sono delle riflessioni partendo dal passo in più stesso che ho amato, soprattutto quelle trattate nell' incipit, davvero brillanti.

"Come si sta ?
Raccontamelo. Sobbarcati tutte le responsabilità, anche quelle che non ti appartengono e lascia che  il loro peso insostenibile ti renda più forte. Non ti autocommiserare. Agisci seguendo il cuore, oppure la mente,
ma agisci, per Dio. Liberami dai ricordi angusti. Offuscami la memoria. Amputa le mie futili insicurezze. Scarnifica le mie più recondite pulsioni dall' epidermide".

"Gioca con la vita prima che la realtà possa perdere il sopravvento. Concediti il mescalinico lusso di credere che un giorno tutto si risolverà. Respira quanto basta per percepire il fiato freddo della morte e poi lascia che i polmoni si ubriachino di ossigeno".

"Impara dagli altri ma soprattutto da te stesso".
Affronta l' inaffrontabile. Vivi l' invivibile, credi all' incredibile".

"Non ti limitare a riflettere sulla vita , ma trovane un senso e fallo tuo".

L' autore parla ad un ipotetico lettore che è alle prese con il suo libro ma in realtà è come se interloquisse con se stesso, intrattenesse una conversazione con
 la propria coscienza e si autoconvincesse di ciò che afferma. 
Mi sono piaciuti molto i brevi racconti che compongono il romanzo, ricchi di
 un' originalità fuori dal comune, piccole bozze preziose per la nascita di un nuovo libro. Ho apprezzato molto la tecnica del racconto nel racconto che è una tra le tecniche letterarie che prediligo. Lo scrittore protagonista intraprende un viaggio on the road  solo e poi in compagnia  di colui che diventerà suo fedele compagno di avventure Charlie,
lo sceneggiatore,sopracitato poco tempo fa nella trama. Al contempo utilizza delle parentesi nel romanzo stesso; inizia così a dar vita ai personaggi dei suoi schizzi. Ogni storia narrata, in tutto una serie di quattro racconti, che funge da cornice; lascia il segno.
 Per un' amante della filosofia quale sono, non poteva non piacermi
 il terzo racconto del libro dal titolo " Woodstoic" che contrappone lo stoicismo all' epicureismo. Mi sono molto divertita leggendolo così come ho amato gli altri, ad esempio "Vita da Clown" per una componente psicologica non indifferente che li accomuna. Inoltre, credo che sia stata fenomenale l' idea di far comparire in sogno alcuni scrittori famosi con tanto di caratterizzazione di ognuno di loro, spesso buffa e bizzarra finalizzata a non far perdere la speranza  di ritrovare
 l' ispirazione in relazione allo scrittore "personaggio" colpito da questo blocco creativo e ancor di più l' ho  considerata
un' ottima strategia intrattenitiva, non può essere altrimenti. Per non parlare della suddivisione dei temi affrontati, che ho riscontrato essere sistematica e ben organizzata così come mi sento di elogiare la sintassi e la selezione impeccabile delle parole da usare in una determinata circostanza  piuttosto che in un altra. Complimenti anche per la scelta copertina la quale, simboleggia in modo esemplare
 il tema centrale : la scrittura.
Infatti una macchina da scrivere sarà proprio l' oggetto che accompagnerà lo scrittore nel suo continuo vagabondare.
Un altro aspetto interessante sarà lo spazio dedicato agli interessi dell'autore, in tal caso il cinema, passione che ha voluto condividere con ogni lettore.
Il passo in più mi ha fatto ridere, piangere, arrabbiare, riflettere e sognare. Ho provato veramente un miliardo di emozioni. Sono riuscita a immedesimarmi nelle parole di Francesco Pierucci in maniera incredibile.
Nella vita sono proprio quei piccoli passi in avanti che permettono a noi esseri umani di metterci in gioco, di arricchirci. Nel bene e nel male l' importante è agire, sapere di aver fatto del proprio meglio per cambiare le cose, per migliorarle o per non cambiarle affatto perché sono perfette così come sono, secondo il nostro punto di vista.
Consiglio questa lettura a chiunque ma in particolare modo a chi sta vivendo un periodo incerto della propria vita e ha bisogno del giusto incentivo per potercela fare. 

Anno di pubblicazione : 2017.
Pagine : 219.
Prezzo : 16€ (disponibile solo cartaceo).
Voto : 10/10

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martedì 20 giugno 2017

Intervista a Noelle Olsen

Ciao miei cari lettori, oggi voglio parlarvi della proposta che ho voluto fare all' autrice Noelle Olsen, della quale, ho recensito il libro d' esordio circa un mese fa. Mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto approfondire la conoscenza con la sua scrittrice e ho voluto  dare anche a voi la possibilità di conoscere qualche dettaglio in più rispetto se stessa e il romanzo che ha scritto.
 La ringrazio infinitamente per la disponibilità dimostratami.
Sono un po' emozionata essendo la mia prima intervista in assoluto. Spero che, questa iniziativa vi possa piacere e che  susciti in voi un mare di curiosità tali, da correre subito a leggere questo piccolo capolavoro. Tutti dovrebbero averlo sul proprio comodino e custodirlo con cura.
Vi consiglio di leggere questo post perché vi sono molti argomenti trattati con tanto di simpatia e alcune novità interessanti.
INTERVISTA :
  •  Quando è nata la tua passione per la scrittura ?
  •  Allora, la mia passione per la scrittura è sbocciata all' età di 12- 14 anni. Tutto quello che mi passava per la testa lo riportavo su carta...Ho iniziato con un banalissimo diario per continuare con brevi racconti...Tutto è andato sempre più intensificandosi, una sorta di "progresso".
  • Quando hai deciso di pubblicare il tuo primo romanzo? Cosa ti ha spinto a farlo?
  • Ho deciso di pubblicare il mio primo romanzo dopo ben dieci anni dalla sua "stesura". Subito non mi sentivo pronta, avevo solo 18 anni e avevo molto timore del giudizio e di non sentirmi all' altezza. E' stato il mio attuale compagno che con po' di ottimismo e pazienza, mi ha "obbligata" a finire di scriverlo e poi successivamente pubblicarlo. Ora dovrei solo  ringraziarlo, anche se la strada è tutta in salita...
  • Tre aggettivi che ti definiscono come autrice e come persona ?
  • Dunque, vediamo...sicuramente impulsiva, testarda e pignola. I primi due sono sempre stati insiti in me, il terzo ha iniziato a farsi sentire con la "vecchiaia" ( ho ventinove anni ma mi sento vecchia lo stesso ).
  • La tua idea iniziale rispetto al romanzo durante la sua stesura è rimasta la stessa o con il tempo ha cambiato rotta insieme al tuo modo di pensare e vedere le cose?
  • E' cambiata tantissimo. L' idea iniziale della trama era totalmente diversa da quella finale. L'ho continuamente rivoluzionata, anche perché rileggendo uno scritto di quando avevo diciotto anni beh...la differenza è notevole, soprattutto dal punto di vista tecnico strutturale. Anche se c'è un però...l' unica cosa che non è cambiata è stato il mio modo di pensare e vedere il mondo. Quello non è mutato. Ho sempre lodato il pensiero pessimistico  leopardiano e sempre sarà così.
  • E' stato difficile trovare un titolo che fosse adeguato al romanzo che hai scritto?
  • Se rispondo a questa domanda ti metterai a ridere...in realtà è stato il contrario...è stato impegnativo trovare un romanzo per il titolo...quando è uscita la canzone di Bob Sinclair nel 2005, l' ho adorata subito e ho sempre cercato di conciliare i miei pensieri con il significato di quella canzone pop... così è nato "Love Generation".
  • Quale personaggio di Love Generation è il tuo preferito?
  • 100% innamorata di Tommy. E' stato il personaggio che più si è messo in gioco in tutta la storia. Da ragazzino sciupa femmine, si è rivelato un ragazzo coraggioso con problemi tipici di quell' età. Anche nella relazione con la protagonista si è dimostrato molto più maturo e comprensivo di Arianna.
  • Quale è invece il personaggio più ti rispecchia nella vita reale?
  • Ecco...per agganciarmi a quella precedente. Mi rivedo molto in Arianna, nelle sue continue incertezze e fissazioni. Lato del mio carattere che provo a migliorare, purtroppo, senza grandi risultati.
  • Ho una grande curiosità : Hai preso ispirazione da molteplici autori per inserire all' interno del romanzo la tematica della fugacità del tempo? Magari si tratta di autori greci e latini o forse sbaglio? Se si quali sono stati i tuoi modelli di riferimento? Se la risposta è no da cosa hai preso spunto ? Perché hai scelto di utilizzare un finale aperto? 
  • Allora in merito alla prima domanda, non ci avevo mai pensato alla fugacità del tempo collegata agli autori greci e latini. Mi vengono in mente le tipiche "tempus fugit" e "carpe diem" (Mi riferivo proprio ad Orazio in maniera particolare quando ho formulato tale domanda). Continua l' autrice...Non ci avevo proprio pensato, non è sbagliato collegarlo ad Orazio. Infatti ricordo perfettamente che nella tua recensione avevi alluso allo scorrere del tempo. Sei stata l' unica tra tanti a cogliere questo particolare.In realtà ho proprio seguito la linea leopardiana fino in fondo. Hai presente la poesia "A Silvia" ? Abbiamo l' illusione della vita giovanile fatta di sogni e speranze che viene travolta dal "vero", che non è altro che la dura realtà. Per quanto riguarda la seconda domanda, volevo proprio dare l' idea di un qualcosa di confuso, dove nessuno sa trovare una risposta certa.Ecco anche il motivo per cui ho voluto terminare il romanzo con una domanda. In realtà ognuno di noi ha una risposta dentro di sé,  a seconda delle proprie idee e il proprio vissuto.
  • Stai scrivendo qualcosa al momento?
  •  Al momento si. Ho iniziato il seguito di questo libro subito, non pensavo di farlo, ma ho deciso di dare a Tommy e Arianna un' altra opportunità. Chissà. Prima ho affrontato i problemi degli adolescenti, ora mi focalizzo su quelli dei trentenni.
  • Cosa provi quando scrivi? Mentre lo fai cosa ti fa compagnia? 
  • Quando scrivo provo un mix di emozioni tutte insieme...sia che scriva di rabbia, tristezza, gioia...mi passano per la testa tutte quante. Forse perché scrivere non è altro che prendere un pezzetto di te e farlo conoscere al mondo...Mentre lo faccio devo avere tassativamente la musica accesa, mi dà molta ispirazione e mi isolo da tutto il resto...
  • Quale è il tuo scrittore preferito?      
  • Dei classici ovviamente Leopardi, ma anche Pirandello e Svevo. Ho sempre prediletto quelli di fine '800/inizio '900.
  • Quale è il tuo romanzo preferito ?
  • Il mio romanzo contemporaneo preferito è sicuramente quello di Beckett "Genesis". L' ho adorato. L' autore fa un' attentissima analisi quasi filosofica della differenza tra i robot e gli umani. Decisamente da leggere.
  • Una delle citazioni che porti nel cuore, sia del tuo romanzo che di un libro a tua scelta?
  • Allora, citazione preferita...ne ho tante...una che mi torna sempre in mente è la risposta di Lord Henry alla duchessa nel romanzo "Il ritratto di Dorian Grey": Ah ! Lord Henry, insegnatemi come si fa a tornare giovani" !  "Ebbene, non dovete far altro che commettere di nuovo gli stessi errori". Del mio romanzo mi piace moltissimo la citazione "...e mentre Arianna assaporava di nuovo il sapore della sua pelle senza nessuna certezza di rivederlo, il pensiero tornò alla Puja Raimondii : desiderava rinascere in quella pianta, chiusa un' intera vita dentro un timido bocciolo in attesa di germogliare, per poi morire subito dopo, sublime e maestosa, portando con sé quell' attimo di bellezza e traslandolo nell' eternità dell' ultimo riposo".
  • Qualche piccola anticipazione riguardo il seguito di Love Generation?
  • Si, Arianna dovrà tornare in Italia per presenziare ad un evento speciale...da lì ne vedrete delle belle.
 Con quest' ultimo particolare inedito, l' intervista è conclusa. Mi farebbe davvero piacere, nel caso in cui vi sia piaciuta, se lasciaste un like sul post. Vi ricordo inoltre che, ho aggiunto da poco il pulsante dei lettori fissi, che attende di avere ancora  il suo primo seguace. Nei commenti apprezzerei moltissimo la vostra opinione a riguardo. Se non avete un profilo Google + potete iscrivervi al blog tramite e-mail.
A presto.

giovedì 18 maggio 2017

Recensione : " Love Generation " di Noelle Olsen.


                                                                                      
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 Ciao ragazzi, oggi voglio consigliarvi una  nuova lettura vale a dire,"Love Gereration",
 il primo romanzo di Noelle Olsen.

 La loro era veramente la generazione che descriveva Bob Sinclar ? Una generazione d i svalvolati sognatori,custode del più grande dei sentimenti?
       
                      
    
 Trama : 
Anno 2006. Arianna Lombardi, diciottenne studentessa dell'ultimo anno di liceo, vive una vita quasi perfetta: famiglia benestante, feste in yacht, amici a volontà. Arianna, però, custodisce un segreto.O meglio: custodisce una persona dentro di se' di cui è   segretamente  innamoorata.Lui, Tommy Ferrari, il classico belloccio   popolare e altezzoso. S'incontrano spesso, tra feste e ore scolastiche, come se una forza misteriosa voglia sempre intervenire sui loro destini.Tutto sembra andare a gonfie vele nella vita di Arianna, quando una notizia sconvolgente si abbatte su di lei come un fulmine a ciel sereno, in quella calda giornata di Agosto, cambiando per sempre la sua vita. Un evento capace di inaugurare una catastrofe silenziosa, sistematica. Tutto quel castello di sogni, speranze, illusioni giovanili, rimpiazzato giorno dopo giorno da una realtà tortuosa, fatta di preoccupazioni e responsabilità.Una notizia che cela dietro di se' una verità molto più agghiacciante. Arianna si troverà ad affrontare, come tanti altri suoi coetanei, il lungo percorso in cui vede il suo mondo innocente, la sua ``generazione d'amore'' trasformarsi in un mondo crudo e colpevole. 
Il cammino dall'adolescenza all'età adulta.                                                     

Analisi e Commento :                                                                                                                              
 La storia di Arianna, protagonista indiscussa di questo romanzo, innanzitutto viene narrata da un narratore esterno alle vicende. Arianna così come il resto dei personaggi sono molto dinamici. In particolar modo per quanto riguarda se stessa da ragazza benestante e viziata quale era, si ritrova a dover affrontare le difficoltà di una crisi  economica che abbatte la sua famiglia. Devono trasferirsi.  Non sarà facile lasciare Carpi, la sua città, e tutto ciò che questa include. Con coraggio e determinazione ma forse dimostandosi eccessivamente orgogliosa ed egoista, ha una reazione decisamente poco umile. Fugge a Boston, abbandona la sua famiglia proprio momento del bisogno,rinuncia all'amore e con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni non riesce più a mantenere salde neanche le amicizie di una vita. Ritornerà in Italia dieci anni dopo pronta per tuffarsi nel passato, pronta per riaprire ogni legame con le persone che aveva escluso dalla sua vita, compresi i suoi genitori, senza una ragione tanto grave quanto può esserlo per una ragazza che ha 18 anni e vive  il momento più incerto e al tempo stesso più  bello della propria esistenza; dal momento che tutti i suoi sogni vengono improvvisamente frantumati. È incredibile quanto le scelte del passato influenzano il nostro futuro. Sarà proprio lo scorrere del tempo il tema principale del libro. Bisogna cogliere l'attimo oppure lasciarsi alle spalle ogni cosa?
Basta avere un' ultima possibilità  di confronto con Tommy,suo primo amore affinché Arianna possa proseguire la sua vita senza alcun rimpianto? 

 I suoi occhi, due costellazioni distanti, al cui fascino è impossibile sottrarsi. I suoi capelli una cascata d’ebano, i cui riccioli tratteggiano la mappa  che conduceva a un luogo sconosciuto.

Il cielo stellato sopra di loro avvolgeva armoniosamente le loro vite, come una copertina incornicia le pagine vissute di un libro.

Probabilmente è più facile scegliere la via che trasmette maggior equilibrio e sicurezza,  quando ci si sente cullati da quel porto sicuro finalmente  trovato, come allo stesso modo, risulta più semplice accantonare invece la strada che dopo tanto tempo fa riaffiorare dei dubbi e sentimenti contrastanti, un uragano che metterebbe se non ignorato  di nuovo tutto in discussione. Credo che, il  finale sia  sorprendente e insolito, aperto con tanto di punti interrogativi. Non vi è il classico lieto fine ed è questa la ragione per cui l'ho apprezzato moltissimo,perchè è realistico.
A volte nella vita può capitare spesse volte di chiudere una porta per paura di perdere la propria stabilità, per non aver voglia di sentirsi fragili e di nuovo in bilico. Dal punto di vista lessicale il romanzo è piuttosto banale ma forse è propria questa la sua carta vincente. Il libro così risulta leggero,presenta una lettura veloce ma vi assicuro che,  non manca di coinvolgimento anzi, a tratti è piuttosto emozionante.                                                                                                                                                                                   https://www.facebook.com/sognareoltrelenuvole/                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
Anno di pubblicazione : 2017
Pagine : 298 (cartaceo)
Prezzo : 18 €
Voto : 8/10
CA.                                                         


"Uto" di Andrea de Carlo

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Oggi recensione doppia per voi.
In realta l' ho scritta circa un mese fa ma non ho mai avuto tempo di pubblicarla per via dello studio. Spero che,vi possa essere utile la mia opinione a riguardo.
Se avete voglia di leggere un libro stilisticamente unico vi consiglio di leggere questo romanzo lo stesso però se non fosse così vi direi di lasciar perdere.
Trama :
Il rancore verso il mondo; un suicidio che sconvolge alcune vite; una comunità spirituale dove ognuno sembra intento a costruire la felicità comune. Il giovane Uto, che entra in questa comunità con la forza devastante di un virus distruttore...    

Analisi e Commento :                                    
Uto è un ragazzo anticonformista, dallo stile punk della testa alle punte dei piedi.

Un pianista,provato dalla morte del patrigno morto suicida. Sua madre di comune accordo con una sua cara amica decide di proporre al figlio un viaggio negli Stati Uniti, a Peachville per staccare la spina, qui abita quest' ultima con  la sua famiglia, appartenente ad una comunità estremamente spirituale. Uto in quel contesto si sente inizialmente molto a disagio ma poi impara a conviverci.
Anche gli altri componenti da lui impareranno molte cose e cambieranno in meglio, altri ancora, come il personaggio  maschile adulto della famiglia Foletti , così si chiama il suddetto nucleo famigliare cederà a tal contesto sociale,ricadendo negli errori e vizi del passato. Al contrario, Uto che fino ad ora non sembrava  si fosse ambientato poi così tanto  ricoprirà un ruolo di grande importanza. Un libro davvero bizzarro. Mi è piaciuto l' utilizzo delle epistole, peccato siano state usate solo all' inizio e alla fine del romanzo. Nonostante il modo di scrivere dell' autore sia particolare, strano, a tratti enigmatico e incomprensibile, la narrazione è lentissima poco avvincente e noiosa.
Ho apprezzato tanto che Uto e Nina si siano innamorati goffamente e pian piano l' uno dell' altra.  
Avrei preferito fosse stato approfondita questa tematica, insieme a quella  della ribellione del personaggio più piccolo del gruppo che comincia a fare ciò che più le piace in contrapposizione al controllo esagerato che esercita suo padre nei suoi confronti e in aggiunta l' anoressia di Nina.
 In generale mi sarebbe piaciuto se si fosse dato più spazio anche agli altri personaggi. Il voto in basso è dovuto anche al fatto che, nessuna delle frasi del libro mi ha colpito tanto da sottolinearla.
In tutta sincerità non vedevo l' ora di terminare la lettura per iniziarne un' altra.





https://www.facebook.com/sognareoltrelenuvole/

Anno di pubblicazione : 1995.                        
Pagine : 326 ( cartaceo).
Prezzo : 11.00 € ( cartaceo).
Voto : 5/10
CA.

mercoledì 26 aprile 2017

Recensione : "Chi sta male non lo dice" di Antonio Dikele DiStefano

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Non limitatevi a chiedere "Come stai?" a chi amate sul serio, perché chi sta male non lo dice. 
Ignorammo tutto, per un tempo sufficiente a capire che tra noi, se avessimo voluto, sarebbe potuto accedere qualcosa.
Ciao cari lettori,
sono molto impegnata e non  riesco a dedicare al blog il tempo che vorrei, però, sono felice di proporvi la recensione di un libro che ho letto appena è stato pubblicato e il quale mi ha colpita molto.      
                    
Trama:
"Spesso mi sono sentita dire 'come sei timida'. Mi arrabbiavo e ci rimanevo male, perché vedevo come un insulto il fatto che altri sottolineassero il mio essere insicura. Molte volte mi sono sentita dire dalle mie colleghe e da mio padre 'devi intervenire di più, devi parlare, devi sorridere'. Mi convincevo che loro riuscivano a parlare con più facilità con le persone perché avevano qualcosa in più di me, ma mi sbagliavo. La timidezza è una forma di protezione verso noi stessi."
 Chi sta male non lo dice è il terzo romanzo di Antonio Dikele Distefano. Una storia romantica e malinconica raccontata con gli occhi dei due protagonisti Ifem e Yannick.
Analisi e commento:
Ifem, protagonista e narratrice prevalente del libro in questione , analizza se stessa, la fine della storia d' amore con Yannick, ragazzo alquanto problematico, dipendente dalla droga, che lotta per l'integrazione.
Quando mi lasciò, iniziai a farmi tutti i giorni, anche in camera mia. Cosa che non avevo mai fatto prima. In realtà era più la paura di perdere un punto di riferimento che quella di perdere lei, perché l'abitudine solitamente ci fa accettare qualsiasi dolore, qualsiasi amore.
"Che sei bella lo sanno tutti. Ma non tutti sanno che quando ti bacio tra l'orecchio e il collo fai una smorfia di piacere, che di notte anche quando non c'è nessuno parli a bassa voce come a non voler disturbare, che ti addormenti di colpo e respiri piano, che tieni gli occhi chiusi quando baci e le mani sul mento di chi baci. Non sanno che vuoi sentirti protetta, che sei sensibile. Non sanno che provi i brividi se ti bacio sulla schiena, che quando te ne vai, poi fai venire voglia di vederti ancora".

Racconta poi le dinamiche e gli scheletri nell' armadio che le nascondeva la propria famiglia. Descrive il suo atteggiamento di fronte alle situazioni che la portavano a chiudersi sempre di più per proteggersi dal mondo che la circonda. Non ha mai pensato prima ad ora a sé, alle proprie emozioni ma si è sempre preoccupata del malessere che provavano gli altri accantonando il suo.
Facevo ogni cosa che mi chiedevi ,anche quando pretendevi che le tue idee e le tue fissazioni assurgessero al rango di esigenze esistenziali imprescindibili. Col tempo però furono le droghe a fermarti, ad aprirti ferite che non si sarebbero risanate mai.
Forse, adesso che riesce a vedere le cose con più lucidità, le rimane maggiormente facile far emergere al di fuori i suoi pensieri che prima erano stati da lei  chiusi a chiave, imprigionati nella sua coscienza.
Impara a rivivere gli avvenimenti passati con una certa distanza, anche se le provocano ancora dolore, prova con fatica a ricominciare da zero e probabilmente per farlo le serve ripartire dalle sue radici. Basta essere una ragazza passiva e arrivato il momento per Ifem di cominciare a vivere davvero ed essere felice.
Ho apprezzato molto questo libro, le parole utilizzate sono le più adatte per una persona che ha voglia di leggersi finalmente dentro, analizzando il suo passato, le sue scelte e i suoi errori. Pian piano è come se tutte le difficoltà esplodessero all' esterno e venissero alla luce tanto quanto i sentimenti  provati dalla protagonista femminile, e questa se ne liberasse lentamente.
Le frasi del libro sono così delicate e profonde da incantarti e farti soffermare su ogni parola per darle il giusto peso, un libro toccante e malinconico come anticipava la trama. In pochissime pagine Antonio Dikele DiStefano cattura subito la curiosità del lettore. E' il primo libro che ho avuto il piacere di leggere dell' autore e sono molto soddisfatta di averlo fatto, è in grado di trasmettere attraverso la scrittura i sentimenti, i tormenti e le insicurezze dei suoi stessi personaggi.
Assolutamente valido, non ha deluso le mie aspettative.
"
Confida sempre e solo in te stessa Ify".
Spesso fingevo di stare bene quando invece volevo urlare il mio dolore. Fingevo indifferenza mentre i miei occhi invocavano abbracci. Fingevo di sorridere, di non sapere che le relazioni forniscono sempre come quando ai sogni si vuole urlare, ma non esce la voce. Sono sempre stata quel tipo di persona che quando vede una porta chiusa non sente sempre il bisogno di bussare.
Mi limitavo a scriverti. Ad amarti da lontano.
Penso che se serrassimo il cuore come facciamo con gli occhi quando si ha paura del buio sarebbe tutto più facile.
Non cercavo un rifugio, ma un luogo dove io avrei potuto smettere di nascondermi, qualcuno da amare, non per ciò che dice, ma per come tace, non per com'è, ma per come sono. Non voglio più soffocare l' impulso e aspettare che passi, se servirà voglio dire" mi manchi", se servirò voglio sentirmi dire "ho bisogno di te".
Vado per tornare diversa, per dimenticarmi che non ci sei e ricordarmi che esisto.


 Voto:8.
Anno  di pubblicazione:  2016
Prezzo : 4.99 € (kindle) 12€ (cartaceo) (edizione kindle) 0€ (quella che ho recensito)  comprerò al più presto il libro in versione cartacea perché sono curiosa di scoprire le parti inedite del romanzo.  
Pagine : 162.                                                                                                                                                                                                                                       
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Lascio qui il link della pagina facebook per chiunque fosse interessato a seguirmi. Fatemi sapere cosa ne pensate della recensione nei commenti.                                                  
CA. 

giovedì 23 marzo 2017

" L'ultimo fiore che ho in me" di Alexandre Zappala`







Mark ed Elisabeth, giovani e innamorati, vivono una vita piena di gioia e complicità.


Poi, d’improvviso, l’incidente. La morte che incombe. Ed un destino beffardo che sembra dare una seconda possibilità per salvare il partner ... ma con un enorme prezzo da pagare.


Se potessi salvare l’amore della tua vita, lo faresti?

Fin dove ti spingeresti?   

Qual è il limite?                                                                                                           

Commento primi due capitoli:      

Premetto che non impazzisco per la narrazione in terza persona, nonostante ciò questa anteprima mi è piaciuta molto. La trama anticipa una storia romantica e contemporaneamente drammatica. Per quanto riguarda il romanzo limitato a tale anticipazione letteraria ,posso dire che adoro l' ambientazione a Parigi e a Mosca che contorna le vicende dei protagonisti Elisabeth, Mark e Helen e il flashback inserito nel secondo capitolo , che racconta il primo incontro di Mark ed Elisabeth  in uno Starbucks, e di un episodio spiacevole capitato ad Helen, la quale aveva incontrato un teppista sul treno che aveva intenzione  di violentarla. Sembra essere un libro molto dinamico, scorrevole e dai tanti sbocchi narrativi.  


Alexandre Zappalà:

Nasce a Roma nel 1977. Figlio di madre francese e padre italiano, cresce immerso in queste due anime culturali. Dopo la laurea in giurisprudenza, inizia a lavorare nel mondo della finanza. Parallelamente però non trascura mai la sua vena letteraria. Dopo essere stato autore di testi di musica leggera e di poesie, si cimenta con la scrittura. L’ultimo fiore che ho in me è il suo romanzo d’esordio.                                                                   



Recensione: Norwegian Wood di Murakami Haruki.

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